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In un solo Corpo - San Benedetto, una tradizione vivente Mostra didattica e conferenza per far conoscere l’origine e l’evoluzione storica dell’opera benedettina fino alle sue implicazioni per l’umanità del 2000.
La Mostra è stata realizzata nel 2003 dai Monaci benedettini del Priorato della Cascinazza (Buccinasco – MI); la conferenza fu tenuta dal Professore universitario medievalista Prof. Lombardi. I 57 pannelli della mostra compongono un percorso storico-documentale articolato in queste sezioni: - Benedetto visse alla fine di un mondo in crisi. - Si sentì chiamato da Dio e fu desideroso di piacere solo a lui. - La missione: generare un popolo. - L’umanità di San Benedetto. - La «Regola» maestra di vita, che pone solide basi per l’unità dei popoli d’Europa.
Obiettivi del progetto. Anche per il 2004 il Centro Culturale Rebora ha varato un progetto in conformità allo scopo dell’Associazione previsto dall’articolo 3 dello statuto, ed in linea con le iniziative attuate negli anni precedenti: attraverso la mostra «In un solo corpo – San Benedetto, una tradizione vivente» e la associata conferenza-dibattito, il Centro mira a promuovere la conoscenza del contributo portato alla qualità della vita ed alla ricerca di felicità - esigenza fondamentale di ogni uomo - da colui che non a caso è proclamato dai credenti patrono d’Europa. L’esperienza vissuta da san Benedetto, pur dentro la drammaticità delle circostanze del suo tempo, è fonte di speranza e di energia per chi, nel travaglio dei nostri giorni, vuole essere operatore di pace al servizio dei veri bisogni dell’uomo: «ora et labora» era il famoso motto della comunità monastica benedettina; come cuore e corpo sono inscindibili e coessenziali, così la passione per la dignità della persona, scaturita in Benedetto dalla forza della sua fede, serve ed esalta l’umano tanto in ogni aspetto della sua corporeità quanto nella sua spiritualità, fino a concepire i corpi come membra di un solo corpo, di una sola grande fraternità, che per Benedetto era la Chiesa. Non è necessario riconoscersi nella matrice culturale cristiana, che ha generato quel miracolo di amore (unità tra romani e barbari, tra ricchi e poveri) in un mare di violenza, per percepire il contributo offerto alla civiltà dal monachesimo benedettino: la conoscenza della storia e dell’opera di Benedetto affascina, coinvolge, suscita domande in chiunque apra il cuore alla ricerca di significato nella sua esistenza.
Risultati. Ci aspettavamo che i visitatori della mostra cogliessero il messaggio veicolato dall’esperienza dei benedettini, arricchendo con ciò non solo il loro patrimonio di cultura umanistica, ma pure quelle personali capacità di percezione dell’altro che favoriscono la comunicazione valorizzando le diversità e superando i pregiudizi. Vedemmo documentato tale risultato, oltre che dai compiacimenti verbalmente formulati alle guide ed al custode della mostra, pure dalle annotazioni lasciate nel “guest book”. La conferenza-dibattito contribuì a “leggere” nell’opera benedettina l’energia motivazionale che sottese la matrice delle relazioni intessute da quell’esperienza in tutta l’Europa del tempo, significative anche oggi. Anche in questa occasione altri gruppi e associazioni della Città si compiacquero nella visita alla mostra e per la partecipazione alla conferenza. Con il contributo di:
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