Elenco mostre

FRIEDRICH - UN VIANDANTE SU UN MARE DI LUCE

“Il pittore non solo deve dipingere quello che vede davanti a sé, ma anche ciò che vede entro sé”  

Mostra didattica predisposta a cura di  Marco Bona Castellotti, Silvia Perossi, Marco Vinello, Manuela Villani

 

Obiettivi del progetto.

Attraverso i 65 pannelli della mostra e la conferenza/dibattito con il prof. Roberto Filippetti, il progetto intese diffondere la conoscenza della produzione pittorica di C. D. Friedrich, protagonista del clima culturale tedesco della prima metà dell’Ottocento (permeato di classicismo e romanticismo.), che esprime nella natura la manifestazione del divino e porta il visitatore a cogliere il senso dell’infinito, del mistero, di una trascendenza.

In linea con la “mission” del Centro Culturale, esplicitata dallo statuto, e con i progetti realizzati negli anni passati, anche per il 2003 il Centro Culturale Rebora, nel mentre era impegnato a diffondere, anche al di fuori del Comune di Rovereto, i frutti del progetto 2002, riconfermava, ancora una volta attraverso una mostra pittorica e la associata conferenza-dibattito, l’intento di promuovere la conoscenza dei contributi che la cultura cristiana ha portato alla qualità della vita nella nostra società, per il bene di ognuno, anche di chi non si riconosce nella matrice culturale che li ha generati.

Gli incantevoli paesaggi dell’alta Sassonia, spesso percorsi e contemplati dall’uomo, soggetti cari a Friedrich, sono sempre costruiti  secondo una verità razionale, di estremo equilibrio formale, e secondo una verità lirica: la natura è manifestazione del divino ed essenziale diventa la partecipazione commossa dell’uomo che coglie in essa una trascendenza, il senso dell’infinito, dell’assoluto e del mistero, scaturigine profonda di simboli, allegorie ed evocazioni.

La conoscenza della storia [1] e dell’opera di un artista come C. D. Friedrich affascina e coinvolge lo spettatore, suscitando domande ed aprendo il cuore alla ricerca di significato nella tensione all’infinito, affascinata dal mistero.


 [1] C. D. Friedrich nasce a Greifswald il 05/09/1774, sesto di dieci figli, ai quali viene impartita una rigida educazione, dettata dai principi del protestantesimo. Nel 1787 il fratello Johann Christoffer muore annegato dopo aver salvato C.D.F. caduto in acqua a causa della rottura del ghiaccio sotto i suoi pattini. Nel 1790 inizia i primi studi artistici. Dal 1794 al 1798 frequenta l’università di Copenaghen , sede della più importante accademia d’arte dell’Europa del Nord. Dal 1794 al 1801 è a Dresda, sede della più importante accademia d’arte della Germania. Successivamente compie viaggi, sostando nell’isola di Rügen, vagheggiata isola ideale, rinomata per i suoi declivi scoscesi, i resti preistorici e le sue famose bianche scogliere. Nel 1805 inizia il rapporto tra Friedrich e Goethe. Nel 1813 all’ingresso di napoleone in Dresda abbandona la città. Nel 1818 sposa una ragazza del popolo. Entra a far parte dell’ambiente di C.D.F anche il pittore norvegese Johan Christian Clausen Dahl. Nel 1824 viene nominato professore dell’Accademia di Dresda. Iniziano i problemi di salute (neurologici) che nel 1835 esitano in una emiparesi. Muore a Dresda il 05/05/1840.


Risultati.

La pittura può essere amata anche solo per l’emozione che suscita la bellezza e la versatilità del suo potere comunicativo: quella di un pittore come Friedrich, il cui pennello fremeva di esplicita potenza espressiva, può non solo allargare la cultura pittorica del visitatore, ma arricchire anche la sua spiritualità.

Ci aspettavano che i visitatori della mostra, al di là del compiacimento per la bellezza di quanto avrebbero potuto ammirare, cogliessero il messaggio veicolato dalla “werf” espressiva di Friedrich, arricchendo con ciò non solo il loro patrimonio di cultura umanistica, ma pure quelle personali capacità di percezione dell’altro e della natura, che stemperano le inutili difese personali, fluidificano la comunicazione, valorizzano le diversità, favoriscono l’armonia tra l’uomo ed il creato.

Il che vedemmo documentato dagli strumenti di feedback (“guest book” e moduli-parere con domande predisposte e con sezione di libera espressione).

La conferenza-dibattito massimizzò questo risultato, fornendo le chiavi di lettura ed una proiezione dell’espressione artistica di Friedrich allargata al dominio delle relazioni che ispirano la matrice artistica, e vengono dalla stessa a loro volta influenzate.

Altri gruppi culturali della Città, come già accadde con i progetti degli anni precedenti, trovarono interesse a visitare la mostra e a partecipare alla conferenza, potendosi con ciò reciprocamente conoscere pure in prospettiva di utili sinergie.

 

Con il contributo di:

-  Assessorato all'istruzione del Comune di Rovereto  
-  Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto