Giotto usa la sua grande capacità artistica per dare espressione ad un avvenimento ben
preciso: il fatto di Dio resosi presenza umana in Gesù di Nazarteh.
Non ci sarebbe Giotto senza Francesco: è proprio mettendosi alla sequela spirituale del
Santo di Assisi che il grande pittore impara a guardare allevento di Cristo.
Francesco infatti aveva insegnato a tutta la cristianità a prendere "alla
lettera" questo evento, mettendosi a seguire Cristo riconosciuto come
permanentemente presente nella sua Chiesa.
Giotto prende sul serio questo metodo. Il richiamo di Francesco si sposa con la sua
genialità espressiva che tenta proprio di dare voce alla realtà così come essa è, fino
al punto di essere il primo a intuire le leggi della spazialità prospettica e
altri aspetti di realismo antropologico: chiaro-scuro per dare
profondità ai volti e ai corpi, espressione dei sentimenti delle persone, attenzione
allanatomia reale del corpo umano.
Egli così rappresenta lavvenimento cristiano secondo modalità espressive nuove:
- segue il racconto evangelico alla lettera, con i personaggi e le
circostanze indicate nel testo;
- colloca questi eventi dentro una condizione concreta di spazio e di tempo
(prospettiva, elementi architettonici, natura, cielo, etc) per sottolineare il fatto che
si tratta di eventi realmente accaduti;
- rappresenta i sentimenti e gli stati danimo dei personaggi in scena, facendo uso
delle espressioni dei volti, dei chiaro-scuri e soprattutto dellintensità dello
sguardo dei singoli uomini;
- evita qualsiasi arzigogolo o sovrastruttura rispetto allevento considerato: lo
espone nei suoi termini certi e semplici, senza aggiunte personali.
Limmagine dellavvenimento cristiano così rappresentato
(re-ad-presentato: di nuovo riconosciuto presente) sottolinea alcuni aspetti
essenziali dellevento stesso:
- esso è unirruzione di un fatto assolutamente nuovo e imprevisto nella
storia concreta degli uomini, lirruzione di un Altro dentro le vicende
umane (vedi Annunciazione, natività e sostanzialmente tutto il resto);
- ciò che si presenta nel mondo è un uomo del tutto eccezionale, una personalità
senza paragone: la persona di Gesù Cristo, punto di convergenza di tutte le scene
rappresentate da Giotto, riconosciuta come pienezza di umano (colore rosso) e di divino
(colore azzurro);
- questa presenza è oggetto di un incontro da parte degli uomini che lo hanno
seguito o che lo hanno odiato: per tutti questi uomini si tratta di un incontro
sconvolgente, di fronte al quale non si può non prendere posizione; Giotto è maestro nel
saper fotografare la posizione che la libertà delluomo assume nei confronti di
Cristo (sguardo, affezione, odio, sequela, tradimento, ascolto, chiusura, adesione,
rifiuto, decisione, indecisione
);
- da questi incontri nasce attorno a Cristo una compagnia di persone che si
riconoscono appartenenti a Lui e quindi unite tra loro (vedi soprattutto ultima cena,
lavanda dei piedi, Pentecoste e anche Giudizio Universale): è la Chiesa, segno
efficace del divino nella storia, continuità di Gesù Cristo nello spazio e nel tempo;
- il punto di arrivo dellevento è la resurrezione di Cristo, Victor
mortis (vedi bandiera del Noli me tangere), vincitore della morte e quindi
fondatore di una nuova realtà, di una nuova umanità: essa si compirà definitivamente
nel momento escatologico (Giudizio universale), ma già ora è dentro il mondo come
umanità più vera e alba del mondo nuovo (vedi Ascensione e Pentecoste), cioè la Chiesa.
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