Itinerario del senso religioso

LA CANZONE DELL’APPARTENENZA


(GIORGIO GABER)

 

 

In questa canzone Giorgio Gaber descrive bene cosa è l’appartenenza: “avere gli altri dentro sé”, cioè vincere l’estraneità che domina tra gli uomini. E capisce che questa desiderio non si realizza con uno sforzo di volontà: esso appare come un’utopia, un desiderio impossibile. E conclude con un’intuizione felice del valore di questo misterioso desiderio: “sarei certo di poter cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi”. Il cristianesimo è l’annuncio che questo desiderio impossibile si è realizzato.

 

 

 

Uomini, uomini del mio presente

non mi consola l’abitudine a questa mia forzata solitudine,

io non pretendo il mondo intero

vorrei soltanto un luogo, un posto più sincero

dove un bel giorno magari molto presto

io finalmente possa dire: questo è il mio posto

dove rinasca non so come e quando

il senso di uno sforzo collettivo

per ritrovare il mondo.

 

L’appartenenza

non è un insieme casuale di persone

non è il consenso ad una apparente aggregazione

l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

 

L’appartenenza è un’esigenza che si avverte a poco a poco, si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo

è quella forza che prepara al grande salto decisivo

che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti in cui ti senti ancora vivo

 

Sarei certo di cambiare la mia vita

se potessi cominciare a dire noi.