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La steppa
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Anche
per questo canto popolare russo è bene tenere presenti le osservazioni
generali riportate nella scheda su Canta rondinella canta (punto ‘e’). In
questo canto viene sottolineata la vocazione dell’uomo ad una vita che sia
sempre dentro il grande orizzonte dell’infinito, dell’essere. E’ l’invito
all’aquila a non rinunciare al suo grande volo e al cosacco a non rinunciare
al suo compito. Ogni istante della vita va vissuto in questa dimensione dell’infinito,
cioè va vissuto come rapporto con l’Infinito. E’
l’immagine di Giacobbe che lotta con Dio nel libro della Genesi: lotta nel
buio, per tutta la notte, senza poter vedere il volto misterioso di Colui che
lo affronta; e Dio al termine della notte lo loda per aver avuto il coraggio
di non sfuggire a questo incontro. Questa è l’immagine vera dell’uomo: essere
sempre in rapporto con il Mistero, in ogni gesto dell’esistenza.
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Ah,
tu, vasta steppa, steppa
sconfinata. Ah
tu, Volga madre, libero
Volga. Oh,
ma è l’aquila Della
steppa Che
si leva in volo, e
il cosacco del Don che
si lascia a
briglia sciolta; Oh,
non volare, aquila, radente
a terra, e
tu, cosacco, non restare presso
la riva.
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