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Tratta dal LP L’isola non trovata, che abbiamo già incontrato nella prima parte, questa canzone approfondisce nettamente la grande questione aperta dalle domande sul significato della vita. L’occasione è offerta dalla ricorrenza del compleanno: sorge la riflessione sul senso del tempo che passa senza che si realizzi alcuna vera novità nella vita. Così appare chiaro che “negli anni eguale sempre è il problema” e che con le proprie forze l’uomo non può che dire “sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi”; il tempo se ne va e all’uomo non resta che cercare inutilmente tutti gli istanti e i volti che si sono persi. Ad un certo punto sorge però un pensiero diverso dagli altri, il riconoscimento che una presenza particolare aveva mosso e può muovere la vita: “e ora dove sei, tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso”. E’ un “tu” che rimane indefinito, ma che comunque non può essere che quel tu che è capace di dare senso alla vita. Tornano in mente anche qui le parole di Leopardi: “Per le valli, ove suona del faticoso agricoltore il canto, ed io seggo e mi lagno del giovanile error che m’abbandona; e per li poggi, ov’io rimembro e piagno i perduti desiri, e la perduta speme de’giorni miei; di te pensando a palpitar mi sveglio”. |
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Un anno è andato via della mia vita, già vedo danzar l'altro che passerà cantare il tempo andato sarà il mio tema perchè negli anni eguale sempre è il problema
E dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, canterò soltanto il tempo. Ed ora dove sei tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso la giostra dei miei simboli fluisce uguale per trarre anche dal male qualche compenso E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni, racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni canterò soltanto il tempo E via, e via, e via parole vane che scivolano piane delle chitarre, e se ne vanno e vibrano non resta niente un suono che si sente e poi scompare E sono qui sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, e cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, canterò soltanto il tempo |
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