Il senso religioso

 

CANZONE PER UN’AMICA


(F. GUCCINI)

 

 

Vi sono esigenze, come abbiamo già visto, che costituiscono la struttura ultima del cuore dell’uomo: l’esigenza della verità, dell’amore vero, della giustizia, delle bellezza... in una parola l’esigenza della felicità. Se non ci fosse una risposta esauriente a queste esigenze, la loro traiettoria verrebbe innaturalmente bloccata: la vita sarebbe, secondo il famoso detto di Shakespeare: “una favola raccontata da un idiota in un accesso di furore”.

 Guccini in questa famosa canzone si interroga di fronte alla morte di una cara amica in un incidente stradale; sente che l’alternativa è o l’assurdo di una fine che chiude ogni possibilità di compimento del desiderio di felicità che costituisce la vita, oppure l’affermazione di una risposta che realizzi la vita, la faccia continuare, la salvi. Perché di fronte al dramma della morte di un amico non si può negare che quelle esigenze sono la chiave di volta di tutto e che nessuna risposta tiene se non è risposta vera, esauriente, totale ad esse.

 

 

Lunga e diritta correva la strada,

l'auto veloce correva

la dolce estate era già cominciata,

vicino a lei sorrideva.

Forte la mano teneva il volante,

forte il motore cantava

non lo sapevi che c'era la morte

quel giorno che t'aspettava.

 

Non lo sapevi che c'era la morte,

quando si è giovani è strano

poter pensare che la nostra sorte

venga e ci prenda per mano.

 

Non lo sapevi ma cosa hai pensato

quando la strada è impazzita

quando la macchina è uscita di lato

e sopra un'altra è finita.

 

Non lo sapevi ma cosa hai sentito

quando lo schianto ti ha uccisa

quando anche il cielo di sopra è crollato

quando la vita è fuggita.

 

Dopo il silenzio soltanto è regnato

tra le lamiere contorte

sull'autostrada cercavi la vita

ma ti ha incontrato la morte.

 

Vorrei sapere a che cosa è servito

vivere, amare e soffrire

spendere tutti i tuoi giorni passati

se presto hai dovuto partire.

 

Voglio però ricordarti com' eri,

pensare che ancora vivi

voglio pensare che ancora mi ascolti

e come allora sorridi.