Il senso religioso

 

LA COLLINA


(CLAUDIO CHIEFFO)

 

 

L’uomo vero è colui che non censura le grandi domande della vita, ma si pone di fronte ad esse e alla possibilità di una risposta con una decisione in cui sta tutta la grandezza del suo animo. E’ il desiderio di incontrare la risposta vera, esauriente a queste domande, che muove la vita: il desiderio di trovare quel Tu misterioso da cui tutto dipende. E questa decisione travolge tutti gli ostacoli che la cultura della dimenticanza e della menzogna pongono sul cammino dell’uomo.

Come scriveva Leopardi:

“Di questa età superba

che di vote speranze si nutrica,

vaga di ciance, e di virtù nemica;

stolta, che l’util chiede,

e inutile la vita

quindi più sempre divenir non vede;

maggior mi sento”[1].

 

 

E correva, correva il ragazzo sulla collina

nere nuvole dietro le spalle e il sole sui fianchi

e correva, correva, correva e voleva vedere.

Solo il vento rompeva il silenzio e diceva parole

che battevano contro il suo petto e volevano entrare

e correva, correva, correva e voleva vedere.

 

Dove sarà la mia casa

e dove il sentiero che ad essa conduce

e quell'albero grande

e mio padre e mia madre

e la festa nei campi...

 

E correva, correva il pensiero sulla collina

e saltava i giocattoli rotti e i tristi rimpianti

e correva, correva, correva e voleva volare.

 

Dove mi sono perduto

e come ho potuto smarrire il sentiero

e quell'albero grande

e mio padre e mia madre

e la festa nei campi...

 

Se il dolore sarà tuo compagno sulla collina

non cambiarlo coi vuoti cervelli e gli stupidi inganni,

non fermarti, ragazzo, ma corri, tu devi sapere.

La fatica sarà tua sorella sulla collina,

meraviglia e stupore daranno la luce ai tuoi occhi,

non fermarti ragazzo ma corri, tu devi sapere.

 

La sola cosa che voglio,

la sola cosa che cerca il mio cuore

è abitar la tua casa

per lunghissimi anni,

per lunghissimi anni.

 

 

 

 

 


 



[1] Il pensiero dominante, versi 59-65