|
CONCERTI PER PIANOFORTE
E ORCHESTRA N. 1 – primo tempo N.2 – primo tempo
|
Questi due brani di Chopin possono essere
utili ad illustrare il concetto di duplice realtà presentato nel testo ((L.Giussani, Scuola
di religione, ed. SEI, Torino 1999, p. 10). Si tratta in sostanza della
distinzione presente nell’io tra una realtà materiale ed un’altra non-materiale:
corpo ed anima, materia e spirito, secondo una terminologia tradizionale. Questa duplice realtà è resa bene dal dialogo
tra il pianoforte e l’orchestra nei due concerti di Chopin. Il grande
compositore affida al pianoforte il compito di esprimere ciò che nell’uomo è
desiderio di infinito, di bellezza, di amore; l’orchestra sembra più
esprimere una realtà che non è in grado di seguire il pianoforte al livello
in cui lo spinge Chopin: è un po’ come una realtà buona, ma limitata, non
contraddittoria con la prima - il
pianoforte -, anzi ad essa funzionale. Così seguiamo il pianoforte mentre da voce al
nostro io più vero e l’orchestra mentre quasi lo sostiene e cerca di farsi
eco. Due realtà irriducibili: illimitata l’una,
limitata l’altra. Ma accordate per la geniale espressione dello spirito
umano. |
|
|
|
|
|