Un problema che deve essere risolto

 

“JESUS CHRIST SUPERSTAR”


(tIM rICE)

 

Un fenomeno emblematico: “Jesus Christ Supestar”

All’inizio degli anni settanta viene realizzato un musical sulla figura di Gesù Cristo che otterrà un successo enorme in tutto il mondo giovanile americano, europeo e mondiale in genere (nel 1992 in Australia alle diverse rappresentazioni di questa spettacolo hanno partecipato un milione di persone e il disco è stato il più venduto dell’anno): si tratta del celebre Jesus Christ Superstar, in versione teatrale e cinematografica, che ancora oggi riempie le sale di tutto il mondo.

E’ chiaro che dietro il successo impressionante di quest’opera non sta semplicemente una buona produzione musicale e teatrale, ma il fascino di una persona ben precisa, cioè di Cristo stesso. E nello stesso tempo quest’opera è indice di una profonda confusione circa l’identità di questo personaggio, anzi di un diffuso tentativo, anche dentro il mondo cristiano, di ricondurlo dentro i limiti ammessi dalla cultura moderna sopra descritta: di conseguenza Cristo è presentato come un semplice uomo, per di più insicuro, votato ad una fine sacrificale senza senso, vittima di un dio crudele e irrazionale.

Tim Rice, uno dei due autori del musical, ha dichiarato che "l’idea dell’opera è di far vedere Cristo con gli occhi di Giuda… Cristo uomo, non Dio… E, come Giuda, anche Cristo è confuso e non sa realmente chi è"; e fa dire a Maddalena: "È un uomo, è solo un uomo”; e a Giuda: "Dio! Non saprò mai perché mi hai scelto per il tuo crimine, il tuo ripugnante, crudele crimine! Tu mi hai assassinato!". Nel ritornello del brano principale Giuda chiede a Cristo: “Pensi proprio di essere quello che loro (gli apostoli) pensano che tu sia?”. Quest’ultima affermazione mostra la concezione della Chiesa che attraversa non solo quest’opera, ma la mentalità dominante in genere: la Chiesa come realtà deleteria da cui la figura di Cristo deve essere distinta e liberata.

E’ chiaro quindi che quest’opera mette in evidenza il tipo di rapporto che in questi ultimi decenni, a partire soprattutto dagli anni della contestazione giovanile americana, si è venuto formando tra il mondo dei giovani occidentali e la figura di Cristo: da una parte un’attrattiva profonda e normalmente censurata, dall’altra una ignoranza pesante sulla realtà della sua persona e della sua opera, terreno fertile per travisamenti ideologici della sua identità; in particolare risulta evidente la separazione di Cristo dalla sua Chiesa, concepita per lo più come un organismo di potere che ha mitizzato la figura di Cristo per i propri interessi.

Dentro questa ambiguità continua a muoversi la realtà giovanile occidentale di questi ultimi anni: tra una scristianizzazione evidente da una parte e dall’altra fenomeni di grande riscoperta del cristianesimo da parte dei giovani (come mostra lo straordinario fenomeno delle grandi adunate di giovani con il Papa). E’ una situazione esistenziale che è per i cristiani motivo di una responsabilità eccezionale di nuova evangelizzazione.

 

Per l’uso didattico si sconsiglia la visione del film, di per sé già molto noto. E’ più opportuno intavolare una discussione più ampia sul rapporto tra realtà giovanile e avvenimento cristiano, prendendo spunto dalle osservazioni sopra riportate.

L’ascolto di qualche brano può essere interessante per i ragazzi, ma non porta un contributo serio alla tematica proposta perché i testi originali sono molto superficiali e spesso banali, indice questo di un atteggiamento che non puòessere considerato di autentica ricerca e domanda.