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E’ chiarissima in questo canto gospel, sentitamente interpretato nientemeno che da Elvis Presley, l’intuizione che la realtà è segno e lo è necessariamente. Essa infatti rimanda inevitabilmente ad un Altro. Questo altro infatti non può coincidere né con me, né con te, né con alcun altro soggetto umano: perché si è dimostrato origine e sorgente di una realtà che ci supera da ogni parte. Allora la conclusione più ragionevole è che questo misterioso Altro è veramente più grande di noi; ed essendo sorgente dell’essere è compagnia permanente alla vita di ogni uomo. Il vertice del senso religioso è proprio il riconoscimento di questo Altro: Mistero inafferrabile, ma inevitabile. Altrimenti si rinnega la ragione.
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Who made the
mountains, who made the trees
Who made the
flowers to bloom in the spring
He lights
the way when the road is long
When we’re
filled with despair
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Chi ha fatto le montagne, chi ha fatto gli alberi, chi ha fatto i fiumi perché scorressero verso il mare E chi manda la pioggia quando la terra è secca Qualcuno più grande di te e di me
Chi ha fatto i fiori perché fiorissero a primavera Chi ha fatto il canto perché i pettirossi cantassero E chi ha fissato la luna e le stelle nel cielo Qualcuno più grande di te e di me
Egli ti illumina la via quando la strada è lunga Ti è compagno E con il suo amore per guidarti Cammina accanto a te Proprio come cammina con me
Quando sei colmo di disperazione Chi mi dà il coraggio di andare avanti E chi mi dà la fede che mai morirà Qualcuno più grande di te e di me
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