Terza tappa: perché la Chiesa

(vedi anche introduzioni e approfondimenti)

 

CAPITOLO 11: IL FATTORE UMANO NELLA CHIESA

 

 

I - Il fattore umano nella Chiesa

 

La pretesa più specifica della Chiesa non è semplicemente di essere veicolo del divino, ma di esserlo attraverso l’umano. La stessa pretesa di Cristo, oggetto di insormontabile scandalo.

 

Chieffo, Ballata dell’uomo vecchio

Laudario De Cortona (s.XIII) Jesu Cristo Glorioso

 

L’apostolo Paolo ha una coscienza ben chiara della propria umanità piena di limiti, di una incapacità assolutamente sproporzionata a ciò di cui pure era strumento. Ma quell’umanità fragilissima è destinata a rendere evidente la sublimità di una potenza, l’invincibilità di una presenza, che non viene da noi.

 

Magnificat (varie versioni, anche di Mina)

 

a) Inevitabilità dei particolari temperamenti e mentalità

Il valore veicolato che non si troverà mai allo stato puro: la comunicazione di Dio è incarnata nel temperamento dell’uomo. Esso costituisce una condizione che Dio accetta e trasforma in strumento del suo disegno di salvezza.

Occorre in realtà profondamente desiderare il vero per poter superare lo scandalo dello strumento che lo comunica.

Come motivo di adesione al messaggio non ci si può attardare né sul fascino delle grandi personalità, né sui loro limiti. Si aderisce o si rifiuta qualcosa per il suo contenuto, per la sua verità. Se uno desidera l’oro non si scandalizza di trovarlo nel magma, deve sporcarsi e faticare per estrarlo.

 

Zafra, Romaria

Chieffo, Basta con le parole

 

b) Attraverso la libertà

L’ideale cristiano sarà attuato nella misura in cui la libertà del cristiano lo vuole, perciò l’individuo potrà portare l’ideale e nel medesimo tempo contraddirlo nel vivere.

Mai la libertà umana realizzerà integralmente l’ideale, perciò sempre il veicolo umano nella Chiesa si presenterà inadeguato.

La Chiesa dice di sé: io sono una realtà fatta di uomini, che veicola il divino. Ciò significa che non la si può giudicare fino in fondo elencando i limiti e le ristrettezze degli uomini; al contrario “beato è chiunque non sarà scandalizzato di me” (Lc 7,2), cioè beato l’uomo che non rifiuta il valore per l’eventuale imperfezione di chi lo porta.

 

T.L.Da Victoria, Popule meus quid feci tibi

Asterse (Argentina)-Zafra, Cambiar al ombre

Chieffo, Canzone di maggio

 

c) Attraverso l’ambiente e il momento storico-culturale

I valori che la Chiesa presenta avranno un volto di tempo in tempo qualificato dai limiti, dalle caratteristiche della particolare visione della vita che in quello stesso tempo si afferma e caratterizza l’umano.

Così la struttura della Chiesa come strumento umano mostra sempre sensibilmente il tipo mentale e culturale dell’epoca. Ma non potrà mai eludere la presenza della verità nella sua integrità.

 

Chieffo, Il fiume e il cavaliere

 

 

II – Una missione della Chiesa verso l’uomo

 

La Chiesa è prolungamento di Cristo, la cui funzione nella storia è l’educazione al senso religioso dell’uomo e dell’umanità.

 

Comunicare l’ultima parola sull’uomo e la storia

Questa parola definitiva salva l’uomo e lo indirizza ad una giusta posizione di fronte a se stesso e al mondo.

 

Gospel, Give me Jesus

Piae cantiones (sec XVI)

-          Verbum Caro factum est

-          Gaudete

 

Una sollecitazione continua

L’educazione religiosa dell’umanità comporta per la Chiesa una sollecita preoccupazione pedagogica: richiami continui (la Chiesa come ‘madre’) per condurre l’uomo a vivere la coscienza di dipendenza totale dal Mistero che ci parla e che rende paradossalmente liberi.

 

Gospel, It’s me oh Lord

Gregoriano s.XII, Omni die dic Mariae

Dvorak, Stabat Mater, Fac ut ardeat cor meum

 

La posizione ottimale per l’affronto dei problemi umani

La Chiesa dunque sollecita al realismo: indica la posizione ottimale per l’affronto dei problemi umani. E’ lo sguardo diretto a Qualcosa di più grande del singolo problema, che a tutto può conferire la prospettiva di un cammino buono.

L’educazione offerta dalla Chiesa conduce l’uomo ad una soluzione il più vera possibile dei suoi problemi; a parità di condizioni, l’uomo riesce di più.

 

Gregoriano, Ubi caritas

Irlandese, Both sides the Tweed

 

La Chiesa non ha come compito la soluzione dei problemi umani: la funzione che essa ha nella storia è l’educazione al senso religioso dell’umanità. E’ questo che facilita l’affronto di tutti i problemi.

 

Golden Gate, Alexander’s Ragtime Band

 

Lo sforzo risolutivo dei problemi è affidato alla libertà dell’uomo dentro la libertà del disegno di Dio che si attua nella storia.

Se un cristiano crede di vivere la condizione religiosa richiamata dalla Chiesa senza impegnarsi nell’applicarla in se stesso per la soluzione dei problemi umani, ribalta fuori dal tempo il fatto cristiano. L’attualità del Vangelo passa attraverso i problemi degli uomini. L’essere impegnato nei problemi che il tempo ci pone è la prima forma di carità.

 

U2, Peace on Erth

Zafra, Costruzione

 

La religiosità non sarà vissuta adeguatamente nel tempo per l’inadeguatezza della libertà umana al destino. E’ la dottrina misteriosa ma sperimentabile del ‘peccato originale’. La luce di Cristo non si imporrà meccanicamente e noi non saremo mai ‘costretti’.

La religiosità rende saggi nell’affrontare realisticamente i compiti della vita medicando continuamente la forza dall’Alto.

 

Chico Buarque de Hollanda (Zafra), A banda

The Spirits Of Gospel, Swing Low Sweet chariot

Golden Gate, Over there

 

La concezione della vita umana che la Chiesa propone è quella di una ‘tensione’ verso l’Ideale. Perciò l’uomo cristiano è l’homo viator, cioè l’uomo pellegrino. Nella coscienza che il suo cammino è tentativo, e correggibile, e che la sua libertà è fragile e bisognosa di perdono, e che con questo è sempre in ripresa.

 

Golden Gate, When The Saints

Golden Gate, Rock my soul