Terza tappa: perché la Chiesa

(vedi anche introduzioni e approfondimenti)

 

CAPITOLO 9: IL CUORE DEL PROBLEMA CHIESA

 

Chi si imbatte in Gesù Cristo, sia un giorno dopo la sua scomparsa dall’orizzonte terreno, sia un mese dopo o cento, mille, duemila anni dopo, come può essere messo in grado di rendersi conto se Egli risponde alla verità che pretende?

Questo problema è il cuore di ciò che si chiama storicamente Chiesa.

La parola “Chiesa” indica un fenomeno storico il cui unico significato consiste nell’essere per l’uomo la possibilità di raggiungere la certezza su Cristo.

 

U2, Tomorrow

Mac Domhnaill, Mo Ghile Mear

 

Come raggiungere oggi la certezza sul fatto di Cristo

Per raggiungere un giudizio certo sulla persona di Cristo gli uomini hanno tentato diverse strade, corrispondenti a tre atteggiamenti fondamentali.

 

1. Un fatto del passato

Questo è il primo atteggiamento: si considera Cristo come un fatto del passato, come Giulio Cesare o Napoleone. Lo si studia sui documenti e si esclude ciò che non rientra nei dati del passato (razionalismo).

Ma con questo metodo si riduce il contenuto del messaggio cristiano ancora prima di prenderlo in considerazione. L’annuncio cristiano dice: Dio si è fatto uomo, si è reso presenza umana, carnale, dentro la storia; “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” (Luca 24).

 

Cocagnac, Seigneur, ou es tu?

 

2. Una illuminazione interiore

Il secondo atteggiamento è più religioso: riconosce la possibilità che Dio sia presente.

Ma come raggiunge l’uomo? Attraverso una illuminazione interiore.

E’ il metodo protestante: per raggiungere il fatto di Cristo lontano stabilisce un rapporto diretto e interiore con lo Spirito. Quindi ciascuno segue ciò che lo Spirito suggerisce nel suo cuore. E’ il soggettivismo protestante.

Viene ridotto anche qui il contenuto vitale dell’annuncio cristiano: un fatto integralmente umano. L’atteggiamento protestante riduce l’esperienza cristiana ad esperienza meramente interiore.

 

Kumbaya

Mahalia Jakson, I have a Friend above all others

Mahalia Jakson, To me it’s so wonderful

Mahalia Jakson, Then the answer came

 

 

3. Lo sguardo ortodosso-cattolico

Il terzo atteggiamento è fatto proprio dal cattolicesimo e dal mondo cristiano ortodosso.

Esso considera l’annuncio cristiano come l’annuncio del Dio che si è fatto ‘carne’, presenza umana concreta. Perciò per conoscerlo occorre sperimentare l’incontro con questa presenza concreta. E ciò avviene attraverso la realtà umana della Chiesa: infatti la presenza di Cristo nella storia perdura visibilmente, come forma incontrabile, nell’unità dei credenti.

 

Mozart, Messa dell’Incoronazione:

-          Credo

-          Gloria

G.Pierluigi da Palestrina, Missa  a quattro voci

 

 

NB: uno sguardo valorizzatore

L’atteggiamento ortodosso-cattolico valorizza ciò che c’è di positivo anche nei due atteggiamenti precedenti

Valorizza la ricerca storica: infatti rende partecipi della stessa esperienza che ha generato i documenti storici e quindi rende capaci di comprenderli adeguatamente.

Valorizza anche il rapporto dello Spirito divino con la singola creatura: infatti questo rapporto non è in balìa dei nostri pensieri, ma è condivisione di vita concreta con la presenza divina stessa.

 

 

Difficoltà odierna nel capire il significato delle parole cristiane

Come mai l’uomo di oggi è così poco facilitato a rendersi conto del significato delle parole cristiane?

Occorre ripercorrere un certo cammino storico che ha portato alla formazione della mentalità odierna in materia religiosa.

 

Nel Medioevo era diffusa una mentalità per cui Dio era concepito come una realtà che c’entra con tutti gli aspetti della vita. Al di là delle incoerenze, rimaneva il fatto che l’ideale umano per eccellenza era quello del santo. La nascita delle università, la figura di San Francesco, il fenomeno delle cattedrali (che esprimevano la grande unità della comunità cristiana a dispetto di tutte le divisioni e lotte fratricide): sono i vertici di una concezione culturale del mondo che, pur non essendo sempre coerentemente applicata, connotava lo spirito di un’epoca.

 

Mina, Voi ch’amate lo Creatore (dal Laudario di Cortona, sec. XIII)

Mina, Memorare (S.Bernardo di Chiaravalle, sec. XII)

Branduardi, Cantico delle creature

Branduardi, Audite poverelle

Esempi di CANTO GREGORIANO

Coro “Millenium”, Rosa Das Rosas (sec. XIII)

Coro “Millenium”, Procedentem Sponsum (gregoriano ungherese)

 

Con l’Umanesimoviene introdotta una nuova mentalità radicalmente diversa da quella medioevale: Dio è concepito come una realtà che non determina la vita concreta dell’uomo. Ciò che segna la vita dell’uomo è l’ideale della riuscita: è valido l’uomo che riesce almeno in un campo della vita sociale. Vengono riscoperte la Dea Fortuna e la Dea Fama. Al posto del santo sorge l’ideale del divo.

 

U2, I still haven’t found what I’m looking for

 

Il Rinascimento sviluppa ulteriormente questa concezione della vita. Si afferma che la sorgente dell’essere reale è la natura, panteisticamente intesa: essendo Dio relegato al mondo etereo ultraterreno, nell’esistenza concreta dell’uomo è la realtà naturale a dare l’energia perché l’uomo stesso si possa realizzare. Ciò determina anche una svolta in campo morale: è bene ciò che la natura spinge a fare, è male ciò che frena l’impeto naturale. Si comincia quindi a sentire la religione come un limite alla vitalità dell’uomo. Si dimentica la grande fragilità di cui soffre l’uomo strutturalmente.

 

Mina, Almeno tu nell’universo

Battiato, Io tra di voi

Discomusic, Vamos a bailar

 

 

Il Razionalismo nasce dalla scoperta del fatto che i meccanismi e le leggi della natura trovano corrispondenza nella ragione dell’uomo; così tale ragione è concepita ora non più come apertura all’essere incommensurabile, ma come misura di tutte le cose. Ciò che non rientra in questa misura viene sostanzialmente negato: l’esistenza di Dio viene non solo relegata a sfere ultraterrene, ma già apertamente negata.

 

Guccini, Farewell

Oasis, Live forever

 

Lo Scientismorappresenta la forma attuale del razionalismo: la convinzione che la scienza risolverà ogni problema dell’uomo e porterà al dominio di tutta la realtà. E’ il concetto di progresso: l’illusione di poter trasportare nel futuro realizzazioni di cui l’umanità è incapace nel presente.

 

Il denominatore comune di queste posizioni culturali postmedioevali è l’esaltazione ad oltranza dell’uomo: l’uomo al centro di tutto, non altro. Ma sorgono due obiezioni radicali.

Non esiste l’uomo “in genere”, esisti “tu”, e tu non sei proclamato come centro. L’uomo concepito astrattamente si rivela una grande illusione, perché è con se stessi che si deve vivere e con le proprie esigenze.

In secondo luogo si parla di uomo e di umanità in connessione ad una logica di potere. Il valore che si afferma è quello della collettività: e sorge chi pretende di essere l’autentico interprete di tale realtà, singolo o partito; sorge il totalitarismo.

 

Penderecki, Trilogia per Hiroshima

Vasco Rossi, Vivere

 

L’uomo moderno ha cominciato a ritenere che Dio non c’entra con la vita concreta, con i suoi problemi, con le sue aspettative, con i suoi desideri. “Dio, anche se c’è, non c’entra”, ha detto Cornelio Fabro riassumendo questo pensiero moderno (laicismo).

Si è cominciato a pensare che il cristianesimo, con la sua pretesa di veicolare l’incarnazione di Dio nella storia umana, non poteva essere condiviso dall’uomo moderno. Così da una parte abbiamo l’atesimo (perché un Dio che non c’entra con la vita è un peso inutile), dall’altra il dualismo che vede su un versante la vita concreta, sociale e personale, sull’altro il mondo spirituale, per chi se ne vuole interessare.

 

Lennon, Imagine

 

In questo modo il cristianesimo è diventato irriconoscibile: ridotto dai più a fenomeno spiritualistico.

Pertanto, per comprendere adeguatamente il significato delle parole cristiane, sarà necessario riaffermare continuamente che esse riguardano un fatto storico che ha a che fare in modo determinante con le domande e le esigenze dell’uomo, essendo la possibilità di sperimentare una vita terrena più umana e più ricca di gusto e significato.