seconda tappa: all’origine della pretesa cristiana

(vedi anche introduzioni e approfondimenti)

CAPITOLO 8 - NELLA STORIA UNA NUOVA CREAZIONE

 

A Gesù chiedevano un segno che travolgesse la loro libertà; invece per Dio l’umanità non è qualcosa da costringere, ma da ‘chiamare’ nella libertà.

Cristo infatti “in sé e da sé dice tutto a tutti” (Von Balthasar): davanti a lui risulta evidente la “corrispondenza di tutta l’esistenza umana con la forma di Cristo. Occorre che questa forma trovi ascolto in questa esistenza”.

 

 

La concezione che Gesù ha della vita

 

1. La statura umana

Il gesto più ‘illuminante’ dell’identità di Cristo è la concezione che Lui ha della vita, dell’uomo. E’ nella concezione della vita che Cristo proclama, -è nella immagine che Egli dà della vera statura dell’uomo,- è nello sguardo realistico che Egli porta sull’esistente umano, è qui dove il cuore che cerca il suo destino ne percepisce la verità dentro la voce di Cristo che parla e coglie il segno della Presenza del suo Signore.

 

S.Teresa D’Avila, Vuestra

 

a) Il valore della persona.

Fattore fondamentale dello sguardo di Gesù Cristo è l’esistenza nell’uomo di una realtà superiore a qualsiasi altra realtà soggetta al tempo e allo spazio. Tutto il mondo non vale la più piccola persona umana. Gesù dimostra nella sua esistenza una passione per il singolo, un impeto per la felicità dell’individuo: il problema dell’esistenza del mondo è la felicità del singolo uomo. “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde se stesso?” (Mt 16).

 

Elvis Presley, Reach out to Jesus

 

b) L’originale dipendenza.

Il valore della persona su che cosa si fonda? Cristo evidenzia nell’uomo una realtà che non deriva dai dati biologici, una realtà che è rapporto diretto esclusivo col Dio. E’ un rapporto misterioso che riguarda anche il più piccolo essere umano; è “il tesoro nascosto” o “la perla di grande valore”, inaccessibile e inattaccabile da qualunque genere di influenza; solo l’amore è adeguata espressione di esso.

Tale rapporto unico in quanto è riconosciuto e vissuto è religiosità.

E’ la scoperta della persona che con Gesù entra nel mondo; ed è la passione per essa che rende Gesù appassionato messaggero della dipendenza, unica e totale, del singolo uomo dal Padre.

La grandezza e la libertà dell’uomo derivano dalla dipendenza diretta da Dio.

 

Elvis Presley, Put your hand in the hand

Elvis Presley, Take my hand precious Lord

 

c) L’esistenza umana

La religiosità in quanto tende a far vivere tutte le azioni come dipendenti da Dio si chiama moralità.

Perciò l’amicizia vera è quella di chi favorisce questa religiosità.

Soltanto questa religiosità fonda la libertà di coscienza: la libertà è responsabilità, cioè risposta ad un Altro, altrimenti è reazione a circostanze meccaniche.

 

U2, Drowning man

 

 

2. Una consapevolezza che si esprime in domanda

L’espressione della religiosità e della moralità in quanto coscienza della dipendenza da Dio si chiama preghiera.

 

Coscienza ultima di sè

La preghiera è coscienza ultima di sé come coscienza di dipendenza costitutiva. Essa rappresentava il tessuto del sentimento di sé che aveva Cristo (“io vivo per il Padre”).

Perciò “bisogna pregare sempre”.

 

Mozart, Messa dell’Incoronazione: Kyrie Eleison

Gospel, Early in the morning

 

Dipendenza e familiarità che risorgono l’uomo

Gesù insegna che nella preghiera risorge e prende consistenza l’esistenza umana. Anzitutto è un accorgersi della propria originale dipendenza: Dio è il vero nostro padre, il padre di quella continua generazione che è il nostro. In ogni momento l’uomo non si fa da sé: il suo io è un Altro che lo fa. La preghiera è accorgersi di questo rapporto.

E’ una familiarità ineffabile (“Quando pregate dite: Padre…”). La solitudine è eliminata nella scoperta dell’Essere come amore che dona Se stesso continuamente. In Gesù, l’Emmanuele, il “Dio con noi”, la familiarità e il dialogo con Colui che ci crea in ogni istante diventa non solo illuminante trasparenza, ma compagnia storica.

 

Rachmaninov, Liturgia di San Giovanni Crisostomo

-         Padre nostro

-         Prima antifona

 

Domanda

L’espressione compiuta della preghiera è di essere domanda. Gesù stesso si dedicava interamente a questa domanda, medicando dal Padre il compiersi del Disegno “nascosto nei secoli.

In due passi del Vangelo Gesù ha illustrato questa dimensione della preghiera: la parabola della vedova e del giudice iniquo (Lc 18) e la parabola della richiesta dell’amico (Lc 11).

Obliterando questa domanda l’uomo rinnega se stesso, rifiuta la salvezza.

 

Mozart, Messa dell’Incoronazione: Agnus Dei

Gregoriano, Veni Sancte Spiritus

 

3. La legge della vita: Il dono di sé.

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.

«Io sono il buon Pastore...; e offro la vita per le pecore». «Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi».

L'esistenza umana si snoda in un servizio al mondo, l'uomo completa se stesso dandosi via, sacrificandosi.

«Forse che il fine della vita è vivere? Non vivere, ma morire e dare in letizia ciò che abbiamo. Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovinezza eterna!... E che vale la vita se non per essere data?», ha scritto Paul Claudel ne L’annuncio a Maria.

Questa è la grandezza dell'uomo: così come l'Essere che lo ha creato, la sua vita è di essere dono; egli è simile a Dio. La legge dell'esistenza umana è l'amore nella sua realtà dinamica che è l'offerta, il dono di sé.

 

Chieffo, Canzone degli occhi e del cuore

 

 

4. La vita come cammino

Gesù Cristo non è venuto nel mondo per sostituirsi all'umana libertà. Egli è venuto nel mondo per richiamare l'uomo al fondo di tutte le questioni, alla sua struttura fondamentale e alla sua situazione reale. Il compito della comunità cristiana è proprio quello di realizzare il più possibile la soluzione degli umani problemi in base al richiamo di Gesù.

La concezione della vita umana in Gesù Cristo è quindi essenzialmente una tensione, una lotta («non sono venuto a portare pace, ma una spada»); è un camminare.

Il seguire Cristo (fede) genera così un atteggiamento esistenziale caratteristico per cui l'uomo è un camminatore eretto e infaticato verso una meta non raggiunta, ma certa.

 

Chieffo, Il viaggio

Dylan, Precious Angel

Bay Ridge Band, New creation

My Lord, what a morning

Elvis Presley, Working on the building

 

 

 

Il Mistero dell’Incarnazione

 

Una realtà storica straordinaria

Ci siamo trovati di fronte all'affermazione di una realtà storica straordinaria: un uomo‑Dio.

L'origine di questo fatto, di questa realtà si è chiamata nella tradizione cristiana Incarnazione.

In quanto opera divina l'incarnazione è un mistero: trascende i limiti degli avvenimenti naturali. Ma prendere sul serio la pretesa di Cristo è profondamente razionale, poiché essa si è posta come fatto nella storia, e come fatto generatore di un «nuovo essere», di una nuova creazione.

Il fatto dell'incarnazione è infine una trascendente risposta a una esigenza umana che il grande genio ha sempre saputo intuire.

 

Leopardi, Alla sua donna (poesia commentata)

Sanctus della Missa Luba

Simon and Garfunkel, Benedictus

Gospel, Amen

 

I termini di questa nuova realtà

Il mistero dell'Incarnazione stabilisce un metodo che Dio ha creduto opportuno scegliere per aiutare l'uomo ad andare da Lui. Questo metodo si può riassumere così: Dio salva l'uomo attraverso l'uomo.

Questo metodo si prolunga nella storia. «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

L’istintiva resistenza

L'uomo di tutti i tempi resiste alla conseguenza del mistero che si fa carne: se questo Avvenimento è vero, tutta la vita, anche sensibile, anche sociale, deve ruotare attorno ad esso.

Gli spunti per accusare l'incredibilità della pretesa di Cristo saranno sempre gli stessi: l'intollerabilità del paradosso della sua umanità; il suo apparente fallimento; la miseria di chi lo seguiva.

Il cristiano ha da compiere la funzione più grande e tremenda nella storia, che è quella di annunciare che un uomo è Dio. È funzione tremenda perché destinata a provocare irragionevoli reazioni.

Da ciò discende il dogma moderno di tutta la cultura illuministica: quello della divisione tra fede e realtà mondana coi suoi problemi.

 

Tomas Luis De Victoria, Caligaverunt oculi mei

U2, Gloria

Chieffo, Il giovane ricco