SECONDA TAPPA: ALL’ORIGINE DELLA PRETESA CRISTIANA(vedi anche introduzioni e approfondimenti) CAPITOLO 5 – ALL’ORIGINE DELLA PRETESA CRISTIANA
CREATIVITA’ RELIGIOSA E FORMAZIONE DELLE RELIGIONI NELLA STORIADi fronte all’enigma ultimo l’uomo ha cercato di immaginare, definire tale mistero in rapporto a sé, di concepire quindi un modo di relazione con esso. In tutti i tempi dunque l’uomo ha cercato di immaginare la relazione che intercorreva tra il punto effimero della sua esistenza e il significato totale di essa. E’ la creatività religiosa dell’uomo. La religione è l’insieme espressivo (concettuale-dottrinale, pratico-morale e rituale-liturgico) di questo sforzo immaginativo ragionevole. Essa dipende quindi dalla tradizione, dall’ambiente, dal momento storico, come anche da ogni singolo temperamento personale.
Canti popolari di diverse religioni
Nelle diverse religioni si riscontra una diversità di atteggiamenti nei confronti della divinità: essi vanno da un rapporto di scambio (do ut des) ad un rapporto di fiducia e gratitudine (do quia dedisti).
Frasi da Al Dio ignoto, ed. BUR
Come valutare quale sia la religione “migliore”? Non è pensabile di riuscire a conoscerle tutte e nemmeno di decidere quali siano le più importanti e nemmeno infine di farne una miscellanea. La soluzione più giusta è prendere sul serio la religione della propria tradizione; e successivamente uno potrà cambiare se incontrerà soluzioni migliori.
Ogni religione è di fatto permeata dall’esigenza della rivelazione dell’uomo. Anzitutto attraverso luoghi sacri, simboli, miti si viene incontro a questa esigenza. In secondo luogo attraverso la mediazione di altri uomini (vedi sciamanesimo, wuismo, culti dell’imperatore, etc). In terzo luogo attraverso il fenomeno delle esperienze dionisiache (tentativi anche incontrollabili di unione col divino). Infine attraverso la certezza di tanti fondatori di essere portatori di una essenziale rivelazione del Dio.
Canti popolari di diverse religioni
Anomala appare in questo contesto la certezza rivelativa della fede di Israele. “La fede di Israele è stata sempre un rapporto con un avvenimento, con un’auto-attestazione divina nella storia” (Von Rad); ed è trascinatrice della vicenda di tutto un popolo.
GOSPEL su Israele: - Shadrak - Joshua fit the battle of Jericho - Go down Moses - Dry bones - Little David play on your harp - Mary, don’t weep P. COCAGNAC su Israele: - Abraham - Jericho MIRIAM MEGHNAGI - Kaddish - Morenika
Ma con il cristianesimosi è di fronte ad una inimmaginabile pretesa: la pretesa di una religione che dice “io sono la religione, l’unica strada”. Può sorgere una istintiva ripugnanza di fronte a questa ‘presunzione’; ma sarebbe ingiusto non domandarsi il perché di tale affermazione, il motivo di questa grande pretesa.
Schubert, Trio con pianoforte n.2 op.100 (dal SR all’incontro) Guccini, Canzone dei dodici mesi
L’ENIGMA COME FATTO NELLA TRAIETTORIA UMANANel cristianesimo dunque l’enigma si presenta come fatto nella trattoria umana. E’un’ipotesi eccezionale. L’unica cosa ragionevole da fare è domandarsi: è accaduto o no? Se fosse accaduto, questa strada sarebbe effettivamente l’unica e la più capace di valorizzare il positivo rinvenibile in tutte le altre. Accade così un capovolgimento del metodo religioso: non più il tentativo dell’uomo di stabilire un rapporto col Mistero, ma l’imbattersi in un fatto presente, l’esperienza di un incontro, la semplicità di un riconoscimento, l’obbedienza ad un fatto.
Questa ipotesi non è più solo un’ipotesi. L’annuncio cristiano dice: “Sì, questo è accaduto”. Dobbiamo chiederci: “E’ vero che sia accaduto o no? E’ vero che Dio sia intervenuto?”. Quindi la domanda diventa quest’altra: “Chi è Gesù?”.
Cocagnac, Si Dieu ne nous aimait pas
E’ un problema che deve essere risolto: “tu devi prendere posizione di fronte a Cristo” (Kierkegaard). Che un uomo abbia detto “Io sono Dio” e che questo venga riferito come un fatto presente è qualcosa che richiede prepotentemente una presa di posizione personale. Bisogna prendere atto di trovarsi di fronte ad una proposta dei cui termini nessuna umana immaginazione potrà fantasticare qualcosa di più grande. Ciò che spesso disturba in Cristo è proprio la percezione inevitabile dell’enormità dei termini del problema.
E’ un problema di fatto. L’annuncio cristiano è: un uomo che, mangiando, camminando, consumando normalmente la sua esistenza di uomo avrebbe detto: “Io sono il vostro destino”, “Io sono Colui di cui tutto il Cosmo è fatto”. E’ obiettivamente l’unico caso della storia.
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