PRIMA TAPPA: IL SENSO RELIGIOSO(vedi anche introduzioni e approfondimenti) CAPITOLO 1 – IL SENSO RELIGIOSO: ORIGINE E NATURA
PUNTO DI INIZIONon partiamo dalle teorie o dalle ideologie che tanti propongono: partiamo invece da noi stessi. Poi saremo in grado di valutare le teorie elaborate da altri. Partire da noi stessi è semplice: bisogna partire dall’esperienza, cercando di non ridurla in partenza a quello che pensiamo, ma di considerarla in tutta la sua evidenza. Per fare questo bisogna considerare il nostro io in azione: cioè in confronto con la realtà, con i bisogni che e essa pone, con le persone incontrate… Un pigro non scopre nulla; un uomo appassionato alla realtà si mette all’opera. E mettendosi in azione sente emergere le esigenze fondamentali. E’ un impegno con la vita, in tutte le sue dimensioni e la sua concretezza.
L’impegno con la vita porta l’uomo anzitutto ad incontrare la storia da cui proviene e in cui cammina: la tradizione, intesa non come folklore, ma come patrimonio di esperienze, valori, ideali, in cui la realtà umana circostante ha identificato una risposta alla ricerca umana. Chi non si confronta lealmente con questo patrimonio si preclude con orgoglio insensato la possibilità di paragonarsi con il cammino umano che lo ha preceduto e generato.
Denver, Thank God, I’m a country boy Napoletano, La santa allegrezza Altri canti popolari napoletani, trentini e irlandesi
L’altro fattore che, oltre alla tradizione, emerge nell’esperienza dell’io in azione è il presente. In ogni istante è sempre dato a noi ciò che siamo e quindi è sempre coglibile in noi il misterioso duplice livello del nostro io: il livello materiale (misurabile, divisibile, corruttibile) e il livello non-materiale (non misurabile-divisibile-corruttibile). E’ la profondità affascinante dell’io.
Chopin. Concerto pianoforte –orchestra n.1, 1° tempo Idem, concerto n.2, 1° tempo Schubert, La morte e la fanciulla, quarto tempo
IL SENSO RELIGIOSO: SUA NATURAAnzitutto il senso religioso si definisce come la natura dell’io in quanto si esprime in una domanda radicale di significato.
Questa domanda è inevitabile, vale a dire strutturale, in quanto ci costituisce permanentemente. Inevitabilmente dunque viene a galla.
Nomadi, Il pilota di Hiroshima Zafra, Prece ao vento
La domanda pone l’esigenza di una risposta esauriente: non bastano soluzioni parziali.
Il tentativo di dare una risposta esauriente alla nostra domanda esistenziale ci mette di fronte alla sproporzione che viviamo nei confronti della domanda: essa è più grande di ogni nostra capacità di risposta…
Trentino, Partire no savendo se se ariva
La nostra sproporzione nei confronti della domanda non è provvisoria, non dipende dalla limitatezza delle nostre conoscenze attuali: più la scienza procede e più si ingrandisce il mistero. E’ una sproporzione strutturale.
Schubert, Sinfonia n.8 (Incompiuta,) 1° tempo Le orme, Autunno-sguardo verso il cielo
Di fronte all’insuperabile sproporzione, sorge nell’uomo autentico una profonda tristezza, come nostalgia per un bene assente e nello stesso tempo incombente sul nostro orizzonte.
Beethoven, Settima sinfonia, 2° tempo G.Donizzetti, La favorita, 4° atto Vanoni, Domani è un altro giorno Gun’s and roses, Sweet child o’mine New Trolls, Quella carezza della sera Cori russi, Canta rondinella, canta Cori russi, Non rimproveratemi Popolare, Da quando sei partito Mahalia Jakson, Sometimes I fell like a motherless child
La tristezza non toglie ma acuisce in noi la consapevolezza che all’origine del nostro io sta una promessa. E la vita si connota come attesa operosa.
Irlandese, Both sides the Tweed Irlandese, Cockles and mussels
Tutto ciò è, consapevolemnte o meno, dentro ogni gesto che compiamo: è dimensione di ogni gesto.
Chopin, Preludio op. 28 n. 15 (la goccia) Cori russi, Lungo la madre Volga
Per ciò stesso che un uomo vive pone questa domanda ed afferma l’esistenza di qualcosa per cui valga la pena vivere. E se la struttura dell’uomo è questa domanda inesauribile, occorre ammettere l’esistenza inevitabile di una risposta, anche se insondabile. L’uomo è mendicanza di questa risposta.
Presley, Somebody bigger than you and I
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